Massmediocrate: Silvio

Silvio

Ho aperto questa rassegna di massmediocrati e massmediocrità con una immagine di Charles Foster Kane, magnate del 4° potere, durante un comizio che lo vedeva candidato alle elezioni. Un personaggio fittizio per il film ma modellato su verissimo Willam Randolph Hearst. Questa brevissima carellata raggiunge oggi il punto di apice.

Non so se sia la fine, scrivo questi post un po’ così… come mi vengono… ma difficilmente troverò di meglio.

Ad ogni modo la massima esemplificazione della definizione di massmediocrate non può che essere vista nella personalità di Silvio. Basta solo il nome.

Lo abbiamo deriso quando si è proposto in modo palesemente falso come il “presidente operaio” ma non si può oggettivamente negare di poterlo definire come il “presidente imprenditore” o il “presidente edile” o il “presidente venditore” o ancora il “presidente incantatore“. Vi sono amplissime prove di questo.

Avrà sì usato mezzi e modi illegali (o alla meglio di dubbio valore etico) ma se applichiamo il solito ragionamento machiavellico del fine che giustifica i mezzi, questo gli va riconosciuto. Indubbiamente.

Con le sue capacità (unite a quelle del suo entourage, certo) riesce a ciclo continuo a stupire, ad alzare la posta in gioco, a dettare nuove regole, ad aprire nuovi fronti ed alzare nuove frontiere nella battaglia mediatica di conquista del cittadino.

Ripeto:
- imprenditore,
- edile,
- venditore,
- incantatore,
- elezioni imminenti.
- Aquila.

Stop.

Ripeto: elezioni. Lo sappiamo vero che dobbiamo andare a votare? Cosa? Perchè? Con quali alternative? Ci sono alternative? Vale la pena?

No.

Le alternative non sono nemmeno scese a giocare. Non hanno nemmeno capito che il campo è cambiato. E’ cambiato pure lo sport.

No.

Loro stanno giocando con le vecchie regole, in un campetto sterrato dove non c’è più nessuno spettatore.

E il massmediocrate si lecca già i baffi. Ha incantato le tribune e ora si appresta al trionfo.

(http://www.blackmambo.it/kontiki/20090424/massmediocrate-silvio)

Massmediocrità

Se fossi un avvocato…

Mediaset vs YouTube

Pare che la Mediaset si sia accorta che un sacco di suoi video sono stati caricati su YouTube.

Bhé… finalmente!

Chissà se centra col fatto che hanno da poco emesso delle “stock options” per poi accorgersi che l’andamento in borsa è alquanto deprimente… Chi può dirlo.

In sostanza però hanno fatto quattro conti (ma proprio 4 di numero!) e stanno chiedendo a YouTube 500 milioni di euro solo per i danni di violazione di copyright.

YouTube risponde in maniera tutto sommato pacata. Evidentemente sanno anche loro che l’unico modo per far incazzare ancor di più un italiano arrabbiato è quello di ignorarlo e trattarlo con sufficienza. Comunque la loro risposta è sostanzialmente che bastava dirlo e avrebbero risolto. Boh.

Tralascio i soliti discorsi sull’errore di principio da parte degli “old media” di cercare di far tacere i nuovi media, lascio perdere anche di osservare che i ricavi consolidati 2007 di Mediaset sono quantificati in 4000 milioni euro, con un utile di (guarda caso) poco più di 500 milioni di euro e mi pongo la ovvia domanda retorica: hanno fatto veramente solo 4 conti?! E come lo si dimostra?

Perché Mediaset non ha invece quantificato le ore di pubblicità perse? Forse perché questo si baserebbe su dati tangibili? Perché altrimenti salta fuori che clienti diversi pagano prezzi diversi? Perché poi magari ci mette il naso il fisco perché anche lui si è fatto quattro conti (e pure la prova del nove) e qualcosa non torna?

Ahhh se solo fossi l’avvocato di YouTube!

Primo: i filmati caricati su YouTube portano il logo dei canali Mediaset, quindi ci sono 325 ore di pubblicità (co-branding) per cui l’azienda di Google non ha chiesto un solo centesimo
Secondo: i filmati sono tratti da programmi prodotti da Mediaset stessa, quindi ci sono 325 ore di trailer dei programmi in onda. E se non sono in onda, qual’è il problema?
Terzo: se uno guarda i filmati su YouTube, è davvero messo così male da non poterseli vedere in TV (dove si vede meglio) nella propria sala (dove si sta più comodi)!?
Quarto: la risposta al punto precedente è che gli spettatori di YouTube sono in ufficio, o a scuola, o in un qualche posto dove non c’è un televisore a portata di mano. Se Mediaset non si da da fare per raggiungere questi spettatori, qualcun altro lo farà.
Quinto: bella lì! 3 livelli di processo, malattie e svenimenti repentini, ricusazioni di giudici ed avvocati a destra e a manca, contro-processi, stralci, perizie e… la vendetta è dolce

Massmediocrità