Sorride

Sorride, beffarda, la luna
stanotte.
Il Fato ed il Destino
illumina e nasconde,
vede e tace
e stanotte, bastarda, sorride.

Sorride, beffarda, la luna
stanotte.
Il Fato ed il Destino
illumina e nasconde,
vede e tace
e stanotte, bastarda, sorride.

Lei fissava l’orizzonte,
oltre quello splendido mare caraibico,
dal terrazzo rialzato, sopra una magnifica spiaggia
di sabbia. Bianca.
Attraverso le palme si respirava un’aria diversa,
quasi si sentiva il profumo dell’uragano imminente.
E nella tensione, quasi nemmeno si sentiva lo sciabordio delle onde,
la brezza tra le foglie.
Chissà se se n’era accorta, di tutto questo. Lei.
Io la osservavo. Distaccato. In silenzio.
Lei era assorta nella sua sigaretta.
Assorta. In silenzio.
Il tempo scorreva, cadenzato da un respiro lento
e ritmico. Dentro. Fuori. Dentro. Fuori.
Espirava piano. Inspirava con… intenzione.
Il tempo scorreva, misurato, centimetro dopo centimetro,
granello di cenere dopo granello di cenere.
Poi la fine. Non era rimasto più nulla.
Come uno schiocco delle dita ecco che si ridesta dalla trance.
Tra le dita un mozzicone impalbabile, che
con uno schiocco delle dita vola in basso.
Sopra la magnifica spiaggia di sabbia. Bianca.
10 settembre, 2007 Massmediocrità